Vacanze “laterali”: perché la creatività non va in ferie
Con la mente già in quota Dolomiti, ma il corpo saldamente ancorato alla sedia del mio ufficio, sto rileggendo alcuni libri dedicati al tema “creatività”. Fra i miei preferiti il celebre volumetto di Edward De Bono “Creatività e pensiero laterale”, un must per tutti coloro che hanno fatto della fantasia un lavoro. Ma anche per chi ha capito che senza di essa si vive solo a metà.
Vi segnalo alcuni interessanti spunti di riflessione tratti dal libro, rimandandovi al precedente post per approfondire il tema del pensiero laterale.
A presto (fra un po’ parto anch’io!), Elena
“Il principio essenziale del pensiero laterale recita: ogni modo particolare di considerare le cose è solo uno fra molti altri modi possibili. Il pensiero laterale riguarda l’esplorazione di questi altri modi servendosi della ristrutturazione e della rielaborazione dell’informazione disponibile”.
“Un problema è semplicemente la differenza fra ciò che si ha e ciò che si vuole”.
“Il pensiero laterale è utile per generare idee e orientamenti mentre il pensiero verticale è utile per svilupparli. Il pensiero laterale aumenta l’efficacia del pensiero verticale offrendogli più elementi su cui operare una selezione”.
“E’ pericoloso insistere con il pensiero verticale quando si dovrebbe fare uso di quello laterale. Occorre essere abili in entrambi i tipi di pensiero. Il pensiero laterale è come la retromarcia in automobile. Non si cercherebbe mai di guidare sempre in retromarcia. D’altro canto, occorre disporne e saperla usare per poter fare manovra e uscire da un vicolo cieco”.
“Il pensiero laterale fa uso dell’informazione in modo stimolante. Il pensiero laterale smembra i vecchi modelli allo scopo di liberare l’informazione”.
“Nel pensiero laterale […] lo scopo della ricerca è quello di allentare la rigidità dei modelli e stimolarne di nuovi”.
7 comments August 13th, 2008