“L’ultimo uomo sulla terra”: immagini in sintesi

September 15th, 2008

2007_2973.jpgUn giorno lo scrittore Stephen King venne coinvolto in una singolare sfida: improvvisare su due piedi un thriller stringatissimo. Ecco come rispose: “L’ultimo uomo rimasto sulla Terra è chiuso nella sua stanza. Bussano“.
Questo è un esempio mirabile di “capacità di sintesi”, la stessa che utilizziamo nella vita di tutti i giorni per razionalizzare l’enorme massa di informazioni che ci investe. Sintetizziamo il discorso di un capo, i consigli di un amico e le notizie del telegiornale per coglierne il succo e gettarne la buccia. La differenza fra noi e Stephen King sta nella raffinatezza con la quale la sintesi viene impiegata. Perché laddove per alcuni è soltanto uno mezzo, per altri diventa arte.

Essere in grado di sintetizzare la complessità in poche parole (o segni, numeri, concetti, ecc…) è un’abilità invidiabile. Tutti possiamo riuscirci, con livelli più o meno soddisfacenti, ma soltanto alcuni riescono a tradurre il mondo in pochi tratti essenziali, individuando il vero essere delle cose. E’ il caso di King nell’esempio precedente, dove la curiosità, l’attesa, il timore e l’ansia si concentrano in 12 parole soltanto; è il caso di Picasso, che con pochi segni ha saputo tradurre la figura di un toro; è il caso di un altro King, Martin Luther, che nella frase “I have a dream” ha riassunto una speranza, una missione, lo spirito di un popolo. E di esempi ce ne sono a centinaia.

lascaux_horse.jpgIn campo storico-artistico la sintesi è antica quanto l’uomo: risalgono all’Età della Pietra le pitture rupestri custodite nelle caverne di Lascaux, Rufignac ed Altamira, esempi meravigliosi di come l’uomo sia stato in grado di riassumere il mondo che lo circondava in pochi tratti. Non soltanto di riassumere, ma anche di connotare: l’antropologo Lévy-Bruhl riconobbe un alto grado di regolarità nelle rappresentazioni di bovini ed equini associati rispettivamente al sesso femminile ed al sesso maschile.

java_logo.gifNel mondo della comunicazione visiva la sintesi si concretizza nella stilizzazione. Forme complesse si traducono in pochi segni che rimangono riconoscibili pur avendo perso ogni contatto con la forma madre. Non soltanto riconoscibili ma carichi di un significato ulteriore, di una connotazione nata dal processo di sintesi. Individuare l’essenza visiva delle cose è una competenza che ogni buon graphic designer dovrebbe possedere. Capacità che si può imparare con molta applicazione, partendo dalla copia dal vero per poi arrivare, con raffinazioni successive, al minimo significante. Seguire tutte le fasi del processo è fondamentale per comprendere in modo completo la forma del soggetto che si sta stilizzando: saltare alcuni passaggi significa ridurre la conoscenza e con questo la possibilità di ottenere una forma piena di significato.
Le stilizzazioni ci aiutano a comunicare meglio sostituendo delle immagini (pittogrammi) a lunghe spiegazioni; inoltre, non servendosi di un apparato verbale, risultano comprensibili anche alle popolazioni straniere.

Ecco un ottimo tutorial dell’infaticabile Von. R. Glitschka, nel quale sono illustrati i passaggi per progettare un logo stilizzato.

Buon lavoro, Elena

Entry Filed under: Verox pensiero, Creativi in erba

2 Comments Add your own

  • 1. angela  |  September 15th, 2008 at 12:13 pm

    Grazie per il tutorial e complimenti per la “tua” efficace sintesi.

  • 2. Verox  |  September 15th, 2008 at 1:24 pm

    :) Grazie a te Angela!

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