I “killer creativi”: come uccidere un’idea in fasce
October 1st, 2008
Le idee appena nate sono come i bambini: devono essere protette, cullate, tenute al caldo e lontane dai virus. Se nel caso dei bambini questi ultimi hanno i nomi di varicella, rosolia, morbillo, ecc…, nel mondo delle idee creative i virus presentano denominazioni diverse, come “E’ impossibile”, “Costa troppo” o “Non mi piace”.
Sono queste le espressioni che Claudio Nutrito, consulente aziendale e autore del simpatico “Voglio essere più creativo!”, definisce “killer creativi”: banali esternazioni che hanno il potere di svilire, umiliare ed uccidere ogni idea in fasce.
Quando si generano nuove idee, sia nelle sessioni di brainstorming che nell’ambito di una riunione aziendale, è importante astenersi dal giudicare i pensieri altrui. La sospensione del giudizio è certamente una pratica difficile da attuare, ancor di più di questi tempi, dove manifestare il proprio disappunto è diventata una moda molto diffusa.
Astenersi dal giudizio permette alle idee di crescere e di articolarsi, e consente lo sviluppo di traiettorie creative parallele, dove tutti sono coinvolti nel comune obiettivo di raffinare l’ipotesi iniziale. Solo in un secondo momento, terminata la fase di generazione, le idee saranno sottoposte al test di validità: allora si potranno giudicare in modo critico e costruttivo e si potrà decidere del loro futuro.
Fate molta attenzione ai killer creativi, sia se espressi da altri, sia quando provengono da voi stessi.
Eccone una breve lista, da usare come promemoria. Suggerisce Nutrito: “Del suddetto elenco il lettore potrà fare l’uso che crede. Potrà ricorrere, in dosi massicce, a queste frasi come deterrente per inibire e neutralizzare i momenti creativi. Oppure potrà valersi dell’elenco come promemoria di battute da non pronunciare, nel caso intenda creare un ambiente favorevole e stimolante per la ricerca di nuove idee”.
E’ impossibile
Costa troppo
Non mi piace
E’ assurdo
Per carità!
Ah ah! (risata)
Buona idea in teoria, ma inattuabile in pratica
Si vede che tu non sei pratico di questo settore
Sarebbe un cambiamento troppo radicale
E’ sempre andato bene così, perché cambiare?
Squadra che vince non si cambia
Adesso non è il momento adatto
Ma così creiamo un precedente!
Ma così facciamo il gioco dei nostri avversari
Nessuno ha mai sollevato il problema
Abbiamo problemi più urgenti
Non abbiamo tempo
E’ troppo complicato
Pensa al casino che salterebbe fuori!
I nostri clienti non l’accetteranno mai
Il sindacato non l’accetterà mai
L’abbiamo già fatto
Non l’abbiamo mai fatto
Non l’ha mai fatto nessuno
Siamo troppo piccoli
Siamo troppo grandi
Siamo troppo giovani
Siamo troppo vecchi
Siamo troppo conosciuti
Non siamo abbastanza conosciuti
E’ una buona idea ma non adatta a noi
Ci sono problemi di budget
Non abbiamo abbastanza personale
E’ contrario alla nostra politica
Abbiamo poco spazio in negozio
Ci hanno già provato altri ma non ci sono riusciti
Se fosse una buona idea, qualcuno l’avrebbe già realizzata
Sì, ma la nostra è una situazione particolare
Sì, ma bisogna considerare che…
Sì, ma…
Entry Filed under: Verox pensiero, Utilità
9 Comments Add your own
1. angela | October 1st, 2008 at 8:46 am
Vero. Ma (mantenendo il paragone) si dice pure che i bambini “devono” ammalarsi, per rafforzare il sistema immunitario; vale lo stesso per la creatività?
2. Vugan | October 1st, 2008 at 9:42 am
Tutto vero… questo libro parla anche di quelli che della creatività ne fanno un riciclo continuo di idee nate male e cresciute peggio ?
Passata la fase di valutazione se si capisce che il “bimbo” vivrà male non bisogna aver paura di fare come gli Spartani… crudele ma almeno cosi si è liberi di creare qualcosa di nuovo senza condizionamenti (da parte di se stessi)
3. Vugan | October 1st, 2008 at 10:01 am
“Se fosse una buona idea, qualcuno l’avrebbe già realizzata”
Questa mi fa venire in mente una citazione mi sembra di Einstein
“Tutti dicono che una cosa è impossibile da realizzare fino a quando arriva uno sprovveduto che non lo sa e la realizza”
4. Verox | October 1st, 2008 at 10:09 am
@Angela
Verissimo: anche le idee devono ammalarsi, per vedere se sopravvivono. L’importante è curarle con le medicine giuste, e non con il cianuro: molto spesso, nel tentativo di resuscitarle, si producono dei veri obrobri.
5. Verox | October 1st, 2008 at 10:11 am
@Vugan
La fase di valutazione è fondamentale: non tutte le idee hanno un senso. Ma proporle, avere il coraggio di esprimerle agli altri anche se demenziali è una tappa fondamentale per raggiungere dei grandi traguardi.
6. Aicha | October 5th, 2008 at 4:06 pm
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Aicha
7. Davide | October 5th, 2008 at 8:37 pm
Bell’articolo.
Si, le idee devono ammalarsi, ma solo quando hanno una certa età! Sono d’accordissimo sul fatto che sia necessario creare un ambiente positivo che permette, magari anche ai più timidi, di tirare fuori un idea vincente.
Aggiungo che è il creativo stesso che deve proteggere le sue idee e crederci fino in fondo, se non lo fa lui.. chi lo deve fare?
8. Rossana | October 6th, 2008 at 11:28 am
Articolo interessante, il libro me lo sono già segnato: queste cose mi piacciono molto, anche perchè si possono utilizzare in ogni ambito lavorativo.
D’accordo sul fatto che le idee vadano coltivate e fatte crescere, senza maltrattarle altrimenti rischiano di morire.
Un bacione
9. Verox | October 6th, 2008 at 2:55 pm
@ Davide
Hai ragione, è importante che il creativo difenda le proprie idee. Ma non in modo ottuso. L’effimero ruolo di “creativo” non deve interferire con la fattibilità del suo progetto. Sono ancora molti i progettisti che hanno la presunzione di avere sempre l’idea giusta. Un po’ di umiltà fa sempre bene
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